seven versilia

Seven Versilia

Evento Seven Versilia nella discoteca N.1 della costa.

Sabato 7 Gennaio appuntamento a La Capannina di Franceschi a Forte dei Marmi.

Con Seven Versilia il 2017 si apre all’ingegna dei grandi eventi nella discoteca mito della Versilia. Una serata ad altissimo tasso di divertimento in cui si fonderanno insieme: superiorità enogastronomica, ottima musica e atmosfere chic.

Un evento imperdibili da prenotare ora:

Ma la serata Seven Versilia è molto molto di più…

Ore 21.00 Seven Versilia è ViaVai.

Il tutto inizierà con ViaVai il nuovo format che fonde l’eccellenza culinaria della Capannina con la voglia di divertimento e spensieratezza.
Solo 20 euro a testa per ingresso, vino e accesso al buffet.

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Ore 21.30 Seven Versilia è ristorante.

Menu degustazione di livello superiore… Ecco cosa offre La Capannina di Franceschi a chi la sceglie per iniziare la serata con una cena seduta e servita.

ristorante seven versilia

  • Menu premium, 80 euro a testa compreso vino e ingresso;
  • Menu mare, 50 euro a testa compreso vino e ingresso;
  • Menu terra, 40 euro a testa compresa vino e ingresso;

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Da mezzanotte Seven Versilia è discoteca.

2 deejay set, musica dal vivo, piano bar… Per la serata Seven Versilia non manca proprio nulla.  Qualunque cosa cerchi per il tuo Sabato sera in discoteca alla serata Seven Versilia la trovi.

discoteca seven versilia

  • Tavoli piano superiore, a partire da 25 euro a testa;
  • Tavoli piano inferiore, a partire da 30 euro a testa;
  • Tavoli in pista, da 500 euro;

Seven Versilia. Molto più di un numero.

discoteca seven versilia

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Seven, talvolta reso graficamente come Se7en, è un film del 1995 diretto da David Fincher e interpretato da Brad Pitt, Morgan Freeman e Kevin Spacey.

Il detective William Somerset è un saggio e anziano poliziotto, disilluso ed esasperato dal tasso di violenza e degradazione sempre più in crescita nella città in cui vive. Somerset, a cui manca una settimana per andare in pensione, viene affiancato dal giovane impulsivo e istintivo David Mills, destinato a sostituirlo. Tra i due, per le differenze profonde di carattere, all’inizio non corre buon sangue.

Quando i due detective sono chiamati sulla scena di un efferato delitto, che ha come vittima un obeso che è stato costretto a mangiare oltre misura fino alla morte, Somerset s’impone come superiore al recalcitrante Mills, che vorrebbe condurre le indagini a suo modo. Il giorno seguente l’avvocato Eli Gould, noto per aver difeso criminali e truffatori d’ogni genere, viene ritrovato morto e mutilato. Sul pavimento della scena del delitto è stato scritto con il sangue della vittima la parola “avarizia”. Non sembrano esserci collegamenti tra i due delitti, ma Somerset è convinto che l’assassino sia lo stesso e che continuerà a uccidere. Tornato nuovamente sul luogo del primo delitto scopre dietro a un frigorifero la scritta “gola”. L’assassino quindi sta punendo con la morte i colpevoli di vizi capitali.

Somerset viene invitato a cena da Tracy, la moglie del giovane detective, che vuole far riconciliare i due che, analizzando le foto dell’omicidio, ne trovano una che ritrae la moglie dell’avvocato con gli occhi cerchiati col sangue come a indicare che ha visto qualcosa. Infatti la donna nota che sul luogo del delitto un dipinto astratto è stato appeso al contrario. I due detective scoprono che dietro il quadro vi sono impronte digitali insanguinate che analizzate corrispondono a Victor, un degenerato spacciatore che sarà trovato ridotto a uno scheletro per essere stato costretto all’immobilità in un letto per un intero anno e ormai in fin di vita. Una scritta dell’assassino l’accusa di “accidia”.

Dopo aver contattato un agente dell’FBI, Somerset ottiene illegalmente una lista riservata di persone che hanno preso in prestito dalle varie biblioteche libri sui peccati capitali, sulle opere riguardanti Paradiso, Purgatorio e Inferno, sull’espiazione stessa dei peccati; dalla lista emerge un certo John Doe[2] al cui indirizzo i detective non trovano però l’indiziato. Intanto arriva un individuo che alla vista dei due, tira fuori una pistola e tenta di ucciderli. I due rincorrono l’uomo ma Somerset non riesce a stargli dietro a differenza di Mills che, dopo un lungo inseguimento viene colpito a tradimento dall’assassino che, dopo avergli puntato la pistola alla tempia, lo risparmia e va via.[3]

John Doe continua nella serie di uccisioni dei peccatori per vizi capitali e nel fornire tracce ai due detective del suo percorso omicida: per la “lussuria” sarà uccisa una prostituta in un modo tale da rendere quasi folle un suo cliente; per la “superbia” viene assassinata una modella che ha avuto la colpa di aver curato troppo la sua bellezza. Affinché il cerchio si chiuda, mancano ormai due peccati capitali, “invidia” e “ira”, e perciò una sesta e una settima vittima.

Lo stesso John Doe si consegna alla polizia e poiché è tutto insanguinato fa pensare ai detective che abbia commesso gli ultimi omicidi. John si dichiara disposto ad indicare loro il luogo dove possono trovare i cadaveri delle vittime a patto che siano essi a condurcelo. Mills, Somerset e Doe, sorvegliati dall’alto da un elicottero della polizia, giungono sul luogo desertico segnalato dall’assassino dove sembra che non ci sia nulla quando in lontananza si vede arrivare un furgone.

Mills rimane a sorvegliare Doe, mentre Somerset ferma il conducente che gli consegna un pacco misterioso: l’anziano detective lo apre con cautela notando macchie di sangue e, dopo aver visto inorridito il contenuto, corre disperatamente verso Mills gridandogli di non ascoltare John Doe e di gettare la pistola. Contemporaneamente Doe sta confessando a Mills di aver invidiato la sua vita familiare con la sua bella moglie, Tracy, con cui ha voluto trascorrere una mattinata “giocando a fare il marito” e alla fine uccidendola e tagliandole la testa che Somerset ha trovato nel pacco.

Il piano del maniaco è ora chiaro: lui, colpevole del peccato di invidia, vuole che Mills lo uccida in preda all’ira, cosicché i sette peccati capitali siano in tal modo compiuti e puniti. Somerset cerca di convincere Mills a non vendicarsi, ma il giovane detective viene a sapere dallo stesso assassino che la moglie era incinta ed allora, in preda all’ira, gli spara alla testa.

Al tramonto arriva la polizia che porta via il cadavere e arresta Mills. Nell’ultima scena Somerset, mentre va via, dice: “Hemingway una volta ha scritto: Il mondo è un bel posto, e vale la pena lottare per esso. Condivido la seconda parte”.

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